Milioni di appassionati in tutto il mondo, un giro d’affari di miliardi di dollari e persino una presenza agli ultimi Giochi Olimpici: stiamo parlando di eSport, le competizioni videoludiche di alto livello in crescita esponenziale nel nostro Paese, come in tutto il mondo. Attenzione, non stiamo parlando di semplici videogame: gli eSport si giocano in squadre o singolarmente a livello competitivo all’interno di campionati e tornei con montepremi da decine di migliaia di euro.

In questo contesto emerge un team italiano di giocatori, exeed, che oggi è al primo posto per visibilità e fanbase in Italia e ha raggiunto la Top 5 in Europa per lo stream di gameplay Fortnite sui canali Twitch (la piattaforma di livestreaming dedicata ai videogiochi). Molti sono inoltre i successi raggiunti dai singoli videogiocatori appartenenti a questo team, come Hollywood285, Top Content Creator che nel 2021 è diventato il 3° canale Twitch al mondo per gameplay di FIFA e che proprio quest’anno è diventato l’allenatore ufficiale della eNazionale Italiana, oppure Rekins, punto di riferimento per la fanbase di Fortnite in Italia.

Exeed, il team di atleti eSports


Exeed non è però semplicemente un team di atleti, ma un’organizzazione che si occupa di comunicazione a 360 gradi relativamente al mondo degli eSport, tanto da essere stata scelta da LG per far conoscere ancor di più le peculiarità dei TV OLED agli appassionati. L’impegno di LG nel promuovere le attività del mondo del gaming a livello professionistico si traduce anche nello sviluppo di attività di marketing per offrire un valore aggiunto ai consumatori che sceglieranno di acquistare le tecnologie LG OLED per vivere un gameplay eccezionale. L’accordo con Exeed prevede, infatti, diverse iniziative promozionali dedicate alla community e in varie occasioni, nel corso della stagione LG fornirà, durante le live, codici sconto dedicati utilizzabili dagli appassionati per l’acquisto di TV OLED LG.

LG Magazine ha incontrato Federico Brambilla, fondatore e Presidente di exeed, per farsi raccontare qualcosa in più su questo affascinante mondo.

Com’è nata e cos’è esattamente exeed?


Nasce in primis dalla voglia mia e del mio socio di fare qualcosa in questo settore, quello degli eSport. Per quanto mi riguarda, a me gli eSport hanno dato tantissimo: io oggi ho 31 anni e prima di diventare un giocatore ero una persona molto “scettica” e non ero minimamente interessato ai videogiochi. Poi ho avuto un incidente, mi sono rotto la terza vertebra lombare, rischiando la paralisi, e quindi sono stato costretto a passare nove mesi a casa: avrei potuto lobotomizzarmi davanti alla TV, cercare di seguire il percorso formativo del liceo linguistico da casa o appassionarmi ai videogiochi. Ovviamente ho scelto la terza, e così facendo ho scoperto un mondo!

Perché per me il nerd era il ragazzo “sfigato” che stava nella sua cameretta a casa e non aveva una vita sociale, invece c’è una vita incredibile all’interno di questo settore e io sono riuscito, diventando un pro-gamer, ovvero un giocatore competitivo, a viaggiare e conoscere persone straordinarie. Nel periodo di riabilitazione e nei due anni successivi sono diventato bravino e ho conosciuto persone che prima non mi sarei mai filato. Con il team mi spostavo anche all’estero per giocare le finali: sono stato a Londra, a Parigi due volte a Kiev, tra l’altro bellissima, e questa possibilità a 18-19 anni mi ha permesso di vivere il settore in maniera completamente diversa. I ragazzi conosciuti all’epoca e provenienti non solo dall’Italia ma dall’Inghilterra, dalla Polonia, e da altre nazioni sono diventati oggi i colleghi che lavorano in questo settore e che frequento con piacere.

A un certo punto mi sono reso conto che non puoi giocare per tutta la vita e quindi exeed in realtà nasce dalla passione e dalla volontà di dare un punto di riferimento ai gamer italiani. Punta sostanzialmente a essere il team più seguito in Italia, in questo momento siamo la squadra più seguita perché abbiamo dei giocatori di riferimento su titoli scelti in maniera specifica.

Puoi darci qualche numero?


Siamo seguiti in totale da più di cinque milioni di persone sulle nostre piattaforme: Instagram, YouTube e Twitch, che è quella che fa i numeri più alti. È una piattaforma dedicata e tutto l’eSport si è sviluppato negli ultimi anni su Twitch. Exeed nasce appunto perché vuole essere il punto di riferimento italiano del gaming competitivo: siamo sia il team che ha più seguaci, sia allo stesso tempo maggiore riconoscibilità. Vogliamo togliere i cliché che tutt’oggi continuano esserci, di questo mondo chiuso fatto di camerette dove non si ha una vita sociale, mentre in realtà l’epoca digitale ci sta facendo capire che è soltanto un nuovo modo per entrare in contatto con le persone. Di fatto è un nuovo modo per entrare in contatto con i giovani.

Si può vivere di eSport?


Sì, un giocatore di buon livello riesce a vivere con quanto guadagna. Noi diamo uno stipendio ai nostri atleti a cui vanno sommati i montepremi dei tornei che lasciamo integralmente al giocatore. Per dare un’idea, il montepremi di eSerie A di Fifa è di 50mila euro e al primo ne vanno 15mila. Poi ovviamente ci sono tornei più piccoli ma anche competizioni a livello europeo con montepremi importanti, e considera che Fortnite muove somme ancora maggiori.

Emergere negli eSport è difficile, persino di più che nel mondo sportivo “vero”. Considera, ad esempio, che tutte le società calcistiche hanno un settore giovanile mentre di exeed ce n’è una sola, e le alternative in Italia sono davvero poche. Per non parlare del fatto che i calciatori di serie B e C riescono ancora a vivere con i propri compensi, noi quando abbiamo 3-4 giocatori di Fifa abbiamo saturato le nostre necessità. È anche il motivo per il quale lo stress dei giocatori è piuttosto alto. In exeed siamo molto sensibili su questo argomento e lavoriamo con uno psicologo sportivo che supporta i nostri player. Non stiamo ovviamente parlando di problematiche ma semplicemente di gestione dello stress dato dal fatto di partecipare a tornei internazionali e lunghe sessioni di gioco.

Com’è organizzata exeed?


Il mio socio, Ivan Balestrazzi, si occupa più di strutturare il business, mentre io mi occupo prevalentemente della gestione e dei giocatori. Lui ha più esperienza di me a livello manageriale e io ne ho più dal punto di vista del gioco e dei giocatori. Detto questo, ho ancora strada da fare: sono dell’idea che per avere 15 anni di esperienza… servano 15 anni. Io comunque conosco molto bene il settore, conosco molto bene i giocatori e le loro esigenze, essendo stato un giocatore a mia volta. Chi non è di questo settore può vedere exeed come una polisportiva: anziché avere il calcio, la pallacanestro o la pallavoloabbiamo dei titoli di videogiochi che sono funzionali per lo sviluppo del team. In questo momento abbiamo all’attivo FIFA, Rocket League e Fortnite che sono per noi tre titoli fondamentali per lo sviluppo in Italia.  Questo per due motivi: il primo è l’anagrafica degli utenti a cui si rivolgono: l’utenza che gioca a questi tre giochi mi dà la possibilità di comunicare a persone che rientrano in un range che va dagli 11 ai 30 anni. Da un punto di vista di marketing io ho una forbice che rispecchia esattamente le nuove generazioni digitali, solitamente difficili da intercettare con una campagna Adv tradizionale, oppure tramite la classica pubblicità in televisione o in radio.

Fortnite è giocato molto dagli adolescenti, dagli 11 ai 18 anni, Rocket League rappresenta il passaggio successivo con un’utenza tra i 16 e i 22-23 anni e poi FIFA è nazionalpopolare e trasversale, in Italia siamo tutti allenatori della domenica e il giocatore-tipo arriva fino ai 30 anni. Per noi sono quindi estremamente funzionali: cosa funziona nel nostro Paese se non il calcio? Per noi è fondamentale dato che comunque parliamo con delle aziende per le quali è più semplice supportare team di giochi come questi che non quelli ad esempio di guerra simulata. Noi non siamo solo un team di videogamer ma ci proponiamo come agenzia di comunicazione a tutto tondo, ovviamente sempre gaming oriented.

Noi siamo in grado di dare visibilità e posizionamento all’interno di un settore come quello del gaming. Sia a brand che non hanno prodotti specifici legati a questo mondo come Adidas, sia ovviamente con chi ha invece prodotti che interessano ai nostri fan come nel caso degli OLED LG.

E in futuro?


In questo momento siamo leader in Italia ma stiamo progettando anche uno sviluppo estero di exeed: vogliamo aggredire altri mercati europei. In questo momento vediamo come mercato interessante la Polonia, semplicemente perché ha un forte potere di acquisto grazie all’Euro rispetto alla moneta locale (gli Zloty). Lì il mercato degli eSport è molto più avanti sia da un punto di vista culturale (non è lo stesso in Italia), sia da un punto di vista economico.

In Italia vogliamo seguire lo sviluppo del mercato italiano e del capitale umano italiano. In questo momento l’Italia ha un grande capitale umano poco espresso per tutta una serie di motivi: a differenza, ad esempio, dei paesi nordici e dell’est Europa i ragazzini vanno in vacanza tre mesi all’anno e poi c’è un diverso approccio culturale. Quello che vogliamo fare è creare delle “training facility”, tornando al paragone della polisportiva possiamo paragonarli a centri sportivi, e dare l’opportunità ai giocatori sul territorio di essere inseriti in un percorso che li porti ad essere prima dei giocatori professionisti o semi-pro e in un secondo momento manager e dirigenti sportivi. In questo settore avere delle competenze non è semplice: non si può prendere la competenza di uno sportivo e utilizzarla all’interno di questo settore perché è una cosa completamente diversa. La nostra è una visione di lungo periodo: oltre al team, cerchiamo di trasformare i giocatori di oggi nei manager di domani.

 

 

Nelle immagini:

Federico Brambilla, fondatore e CEO di exeed.

I 4 ragazzi del team FIFA: Ribera, Dagnolf, Obrun e Hollywood.

I componenti del team Fortnite: Rekins, Federicas e Return.


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